Stanza n. 365 testo – Fred De Palma

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Leggi il testo di Stanza n. 365 di Fred De Palma e guarda il videoclip ufficiale di Stanza n. 365. Il brano è contenuto in "BoyFred", album che Fred De Palma ha pubblicato nel 2015.

Fred De Palma – Stanza n. 365 Testo

Mi chiedi perché il cielo è grigio e perché
c'è il cemento, pure in paradiso
michiedi perché litighiamo,
perché ci piace litigare per fare pace

ma ci pensi mai?
che prima guardavamo il cielo e ora guardiamo sky
sky, è assurdo se ci pensi dai
mentre apro un'altra bottiglia di champagne
cerchi di tenermi i piedi in terra come Chagall eh

Non sono molto bravo a stare ai patti
sono molto più bravo a stare ai parties
sono già tipo le sette e venti
fare ste serate mi uccide
sono vittima degli eventi
nel cielo no, non sono i lampi
è Dio che vuole che mi sposto da te
mi sta facendo i lampeggianti
prima volevo solo te
oro sono così solo che
nemmeno il karma ritorna da me

ora la festa finisce
e resto solo dietro le quinte
ora la distanza l'avverto
che ironia la mia stanza d'albergo
è un anno che
gli sorrido fissando nel vuoto
ma non sanno che
ho davanti una foto in cui guardo te

non so per quanto ti ricorderò
mentre affogo dentro questi shot
e perdo i sensi di colpa
ma i sensi di colpa no
vedo il letto che si stringe
senza te sembra un freezer
vieni da me, la mia stanza di hotel
è il numero tre-sei-cinque

mi chiedono, se nei pezzi parlo di me
se sono mai stato fidanzato
io dico macché
ho sempre preso un po' di qua, un po' di lì, un po' di là
come quando ti prepari un piatto dal buffet ma
tu mi aspettavi a casa sveglia
arrotolata nelle lenzuola come una caramella
ora quando torno a casa c'è solo la para sveglia e mi ritrovo a mangiare da solo dalla teglia
è assurdo no, che ora il mio numero di stanza è lo stesso numero di giorni che ci distanzia
dico a tutti che sto bene ma è una farsa
ormai vivo nel panico ho preso la città d'in ansia
e ogni volta che salgo sul palco spero sempre di vedere il tuo sguardo dall'alto
ah, solo per fissarti come fossi un ritratto
e vederti andare via, come fossi in ritardo

ora la festa finisce
e resto solo dietro le quinte
ora la distanza l'avverto
che ironia la mia stanza d'albergo
è un anno che
gli sorrido fissando nel vuoto
ma non sanno che
ho davanti una foto in cui guardo te

non so per quanto ti ricorderò
mentre affogo dentro questi shot
e perdo i sensi di colpa
ma i sensi di colpa no
vedo il letto che si stringe
senza te sembra un freezer
vieni da me, la mia stanza di hotel
è il numero tre-sei-cinque

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