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Fedez, continua la polemica sulla copertina censurata: la replica del Ministero

Continua il battibecco a distanza tra il rapper Fedez ed il Ministero dello Sviluppo economico, a causa della cover di "Pop-Hoolista".
Fedez

Non accenna a placarsi la polemica tra ed il Ministero dello Sviluppo Economico sulla copertina dell'ultimo album del rapper, "Pop-Hoolista", definita come "contraria all'ordine pubblico ed al buon costume".

La copertina censurata
La copertina censurata

Così dopo le dichiarazioni al vetriolo di ieri pomeriggio, nelle quali il giudice di X Factor gridava alla censura e si scagliava contro il MISE, con frasi come "Grazie ministro dello sviluppo economico, si vede che hai molto da fare negli uffici del Ministero. Complimenti, quindi siamo ufficialmente fuori legge perché sputo arcobaleno e c'è un poliziotto. Grazie Italia", è arrivata puntuale anche la replica del Ministero, la quale è stata affidata ad un secco comunicato stampa dove si sono prese le distanze dal concetto di censura:

Nessuna censura da parte del Ministero dello Sviluppo economico all’ultimo album del cantante Fedez: è quanto precisa l’ufficio stampa del MISE in relazione alle affermazioni fatte dallo stesso Fedez.

Il dicastero guidato da Federica Guidi ha precisato le motivazioni della comunicazione inviata all'avvocato di Fedez:

Il ministero non ha alcuna competenza sugli album musicali. Il problema si è posto perché per la prima volta un cantante ha chiesto di registrare un marchio (Pop-hoolista) con il nome dello stesso album. I contenuti del marchio, ed in particolare l’immagine di un poliziotto che sembra picchiare un personaggio che sta vomitando, sono sembrati all'Ufficio italiano dei marchi e dei brevetti come non rispondenti alla normativa che regola la tutela dei brand. Per questo motivo è stato chiesto a Fedez di illustrare meglio la sua domanda di tutela del marchio: la legge prevede che abbia due mesi di tempo, prorogabili fino a 6. Nel frattempo ovviamente il suo album potrà tranquillamente circolare ed essere venduto.

A questo punto, leggendo la nota stampa, sembrerebbe che il concetto di censura sia saltato fuori per via di una interpretazione personale e sicuramente frettolosa del chiarimento richiesto dal MISE. Oppure questa comunicazione è stata inoltrata per rimediare ad un incidente mediatico?

Adesso attendiamo l'eventuale replica del rapper.

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